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L'addio ai parrocchiani

 

 

Il momento doloroso è giunto!... Ho aspettato, ho differito... tanto mi tormentava il dirvelo, ma ora conviene purtroppo separarci, bisogna dirci addio...: parola triste, parola lugubre, parola desolante; ma bisogna dirla.... Dunque addio, addio!

Quest'amaro giorno di separazione m'opprime tanto più il cuore, quanto fu più lieto e festevole quello del mio ingresso in questa Parrocchia... Lo ricordate voi? Non sono in gran numero quelli che lo ricordano, perché ormai sono passati 34 anni da quel giorno... Ma io l'ho presente come fosse oggi... Voi m'usciste incontro colla vostra bella Processione; al suono delle campane, attorniato da tutti, m'accompagnaste in Chiesa; e sapendo che io doveva essere il vostro Padre, il vostro Pastore, sebbene giovanissimo, voi vi prostraste per ricevere la mia prima Benedizione. Con qual cuore io vi benedicessi e vi parlassi per la prima volta, vel dissero le lagrime di tenerezza che io allora sparsi; furono quelle lagrime di consolazione, non come queste che oggi io spargo, che son lagrime di dolore e di amarezza.

In quel giorno diventammo tutti d'un cuore, tutti d'un'anima, e quella pace che io vi annunciai, non si turbò mai in sì lungo tempo, anzi coll'andare degli anni sempre più si accrebbe e si confermò in modo che per questo ci riesce troppo doloroso il presente giorno di separazione e di addio.

Addio, adunque, o mia cara e bella Chiesa! Non ti trovai così quando venni: fosti il mio primo pensiero, e intorno a te lavorai e sudai, molti anni. Colla vostra cooperazione riuscii a renderla meno indegna di quel Dio che accoglie.

Quante memorie mi susciti, o cara Chiesa! quanti sospiri e lagrime sparsi tra le tue mura nelle grandi sventure che mi colpirono!

Quanto mi sei preziosa, o cara Chiesa: in te riposi il maestoso Simulacro di Gesù, Maria e Giuseppe: da te partirono le prime scintille della devozione alla S. Famiglia, che infiammarono i cuori degli Italiani verso i Tre SS.mi Personaggi.

In te venerai qual Titolare il glorioso Principe delle Milizie celesti, S. Michele Arcangelo, e armato della sua forza, costante potei combattere i nemici delle anime a me confidate.

In te trovai il venerato corpo del Martire S. Marice, che subito appresi a venerare qual Protettore di questa Parrocchia: quante delizie trovai dinanzi alla sua tomba. Sembrava che un odore di paradiso esalasse dalle sue sacre ossa, e mi confortasse e mi sostenesse.

Un addio anche al Camposanto! tu conservi le ceneri di mio Padre, di mia Madre, di centinaia dei miei parrocchiani che io stesso vi accompagnai. Oh quanto tu pure mi sei caro! Prima di partire, voglio venir tra le tue mura e prostrato dinanzi alle tue funebri croci, voglio implorare l'eterna pace dei giusti a tutti quelli che in te trovano onorata sepoltura.

Addio adunque a tutti, addio ai vivi, addio ai morti!

La commozione mi fa morire in gola la voce, ma voglio sforzarmi a dirvi un'altra parola.

Io vi amai tutti, tutti, piccoli e grandi, poveri e ricchi; non offesi nessuno: a tutti, secondo che potei, fece del bene; tuttavia se senza mia colpa, per semplice disavventura, avessi offeso alcuno, gliene domando umilmente perdono. Certo, che guardando il formidabile ministero che ho compiuto presso di voi, in 34 anni, potrò dire io di non aver mancato? Oh no! che purtroppo mi prostro nella polvere e, dinanzi a Dio, grido: Signore, abbi pietà di me; perdonami che non ti ho servito con quella perfezione che dovevo, che non ho custodito le anime che mi affidasti, con quella diligenza che richiedi dai tuoi Sacerdoti. Perdonami ora, prima d'esser chiamato dinanzi al tuo divin Tribunale.

Io parto, ma il mio cuore rimane fra voi; quell'affetto che Dio stesso mi accese verso di voi, perché miei figlio secondo lo spirito, non si estinguerà giammai; quindi quel bene che m'impegnai stabilire tra voi, voglio che si mantenga, si perfezioni e si accresca. Perciò prima d'abbandonarvi, vi lascio pochi ricordi, ma desidero che voi li teniate sempre presenti a vostro temporale ed eterno profitto.

1. Amate la S. Famiglia. Voi sapete che di questa vi parlai, appena arrivato in Parrocchia. Affinché questa devozione si scolpisse e perseverasse nei vostri cuori, io arricchii la vostra Chiesa di tre magnifiche Statue che la rappresentassero: pratiche divote, feste religiose, assidue predicazioni ve la spiegarono e resero cara. Ah che tante mie sollecitudini non siano state spese invano! - La vostra Casa abbia nel posto d'onore l'Immagine della Sacra Famiglia e dinanzi ad essa recitate ogni sera il S. Rosario. L'avete fatto finora; seguitatelo, e la protezione di Gesù, Maria e Giuseppe non s'allontanerà mai da Voi.

2. Amate la modestia, o giovani. Il mondo odia questa virtù, e al presente più che in altro tempo le fa aspra guerra. Se volete esser come tanti fiori graditi al cuor di Dio, onore del vostro paese, sostegno delle vostre famiglie, amate la modestia: Io vi ho sempre insegnato che la fuga delle occasioni, la frequenza dei Sacramenti e le pratiche religiose sono i mezzi che ce la conservano nel cuore: dunque non li trascurate, abbiateli sempre a cuore. - La Pia Unione delle Figlie di Maria sia il vanto del vostro Paese: tenetela sempre in onore: siate perseveranti nelle regole, nelle adunanze e quando verrà il mio Successore, presentatevi a Lui e pregatelo che voglia seguitar quest'opera santa.

3. Onorate Gesù Sacramentato: questa è la massima fra le devozioni: qui consiste la nostra Santa Religione. Voi avete la bella e fiorente compagnia del SS. Sacramento, che vi porta ad onorare il nostro divin Redentore nella massima manifestazione del suo amore per noi. Continuate la visita quotidiana, l'ora d'adorazione settimanale e nelle Terze Domeniche, e soprattutto che cresca in solennità e devozione la pia pratica delle Quarantore nella S. Pasqua.

4. Fuggite la bestemmia. Nelle Sante Missioni di quest'anno, voi faceste solenne promessa di non più bestemmiare . Nelle vostre case voi apponeste un cartello, ove a grandi caratteri è stampato: Qui non si bestemmia. Ogni volta che vi assale l'ira e lo sdegno, ricordatevi della vostra promessa.

5. Amate i vostri Defunti. Anche questa devozione io vi ho sempre inculcata; devozione cara, tenera, salutarissima. Anche in quest'ultima volta che vi parlo, ve la raccomando. Nel mese di Novembre, ogni sera venite in Chiesa per attendere a suffragare i vostri Defunti. Siate loro generosi d'elemosine, come avete usato finora. Rimanete fedeli alla vostra Fraternita, che chiama una persona per famiglia ad accompagnare i Defunti che si portano all'ultima dimora.

Questi sono i brevi ricordi che vi lascio nel darvi l'addio. Sono dettati dall'amore che vi porto e non hanno altra mira che la vostra vera felicità.

Io parto; se starò lontano col corpo, non starò lontano col cuore. Tutti i giorni, quando ascenderò il Sacro Altare, vi terrò presenti: voi fate altrettanto per me. Spero che non mi dimenticherete, perché la Casa, la Chiesa, la S. Famiglia vi parleranno di me: vi parleranno dell'amore che sempre vi ho portato; vi diranno che sarei morto anche in mezzo a voi, se i voleri di Dio non avessero altrimenti disposto, e quando sentirete spargersi una voce lugubre, un voce ferale: il vostro antico Curato è morto; allora pregate per me, che anche negli ultimi istanti mi sarò ricordato di voi; pregate per l'anima mia, affinché trovi propizio l'eterno Giudice; e se avrò la bella sorte, come fermamente spero, d'andare a godere la Sacra Famiglia, non cesserò di pregarla, finché non vi vegga riuniti intorno a me, per bearci della sua compagnia in eterno.

Imploro la Benedizione del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo, perché tutti possiamo ottenere quanto fervidamente bramiamo. Benedictio Dei Omnipotentis, Patris et Filii et Spiritus Sacti descendat super nos et maneat semper. Amen. - 8 Settembre 1898.

Pietro Bonilli - Parroco

 

 

 

 

 
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