Home Il Beato Pietro Il Santuario Le attività Preghiere Suppliche e ringraziamenti

 

Come si arriva
Pellegrinaggi
Contatti

 

 
 
 

ITINERARI

fede e cultura nei luoghi del Bonilli

 

 

Il pellegrinaggio a Cannaiola può essere occasione per farsi pellegrini anche nei luoghi del Bonilli, seguendo un itinerario turistico-religioso di grande spiritualità e interesse culturale.

 

1. SAN LORENZO di Trevi

Pietro Bonilli vi nasce il 15 marzo 1841. È una frazione del Comune di Trevi, nella valle spoletina, "guardata dall'alto -scrive l'Agresti- da due altre bellezze diverse, il balcone fantastico di Montefalco e la cittadella di Trevi che sembrava un mitico cappello di alpino, appoggiato sul colle,  con la piuma emergente di un grande campanile".

 

 

2. CASTEL SAN GIOVANNI di Castel Ritaldi

Pietro Bonilli viene battezzato lo stesso giorno della nascita nella Chiesa di Castel San Giovanni, paese a circa due chilometri da San Lorenzo, che non aveva fonte battesimale. Quel giorno, egli fu cristiano con i nomi di Pietro, Stefano, Giuseppe, "quasi una parabola della sua vita fortemente innamorata della Chiesa e del Papa, disponibile a servire Cristo fino a invocare il martirio e legato alla devozione a S. Giuseppe presto orientata alla S. Famiglia" (Agresti).

 

 

3. TREVI

S. Lorenzo non aveva scuole; Don Angelo, il parroco, consigliò i genitori a far studiare il bambino, che, così, fu mandato alla vicina Trevi. Lì frequentò i "Primi rudimenti" (le elementari) e poi continuò i suoi studi. Nella cittadina di Trevi, pietro Bonilli trascorse gli anni più sereni della sua vita. E, come scrisse il Fausti, primo biografo del Bonilli, "il tenero fanciullo sentì in Trevi la voce di Dio; la sentì nell'incanto del paesaggio, tra il murmure tenue degli ulivi e lo svettare dei cipressi, nella bellezza di quel cielo, limpido come il mattino della sua vita, nel bacio ardente del sole, riflesso della luce divina".

 

 

4. TREVI. LA MADONNA DELLE LACRIME

Per salire da San Lorenzo a Trevi, il piccolo Pietro doveva passare accanto alla "Madonna delle Lacrime", il santuario sorto quasi d'incanto, quattro secoli prima, a ricordo di un grande miracolo. Qui, infatti, dai dolcissimi occhi di una Madonna dipinta sulla parete di una casa, il 5 agosto 1485, come testimonia il contemporaneo notaio Francesco Mugnoni, erano sgorgate lacrime di sangue. Il santuario, già completato nel giro di qualche decennio, si era arricchito di varie opere d'arte, tra l'altro di una "Adorazione dei Magi" del Perugino, forse il più bel presepe uscito da mano d'artista. Cresciuto, il suo desiderio più grande fu di averne il possesso e farne un centro di accoglienza per le creature più sventurate. Il suo sogno fu realtà quando era ormai prossimo alla morte.

 

5. TREVI. SAN FRANCESCO E IL COLLEGIO LUCARINI

Nel collegio "Lucarini" di Trevi, fondato nel 1644 dal nobile trevano Virgilio Lucarini, Pietro Bonilli fece i suoi studi, distinguendosi immediatamente per intelligenza, diligenza e profitto. Qui ebbe modo di conoscre Don Ludovico Pieri, che lo guidò decisamente sulla via del sacerdozio. Accanto al collegio c'era la chiesa di San Francesco, officiata dal Pieri per i suoi giovani; in questa chiesa, come già per il Pieri, colpì la sua immaginazione un antico dipinto della S. Famiglia; così "egli prese dal suo direttore spirituale l'accensione all'ideale dei 'Tre Santissimi Personaggi della Casa di Nazareth' e ... imparò a farsene promotore" (Agresti).

 

 

6. CANNAIOLA

Dal collegio "lucarini", Pietro Bonilli era passato al Seminario di Spoleto nel novembre 1860. Dopo tre anni, il 19 dicembre 1863, ricevette l'ordinazione sacerdotale, ma già prima, nel giugno 1863, era stato assegnato a una parrocchia, Cannaiola, rifiutata da ogni altro, perché povera. Terreno argilloso, acque stagnanti, miseria e malattia. Ma "se le acque stagnanti erano abbastanza risolte dalla bonifica, il Parroco Bonilli trovò il ristagno della vita spirituale del suo popolo" (Agresti). Nei 34 anni in cui restò a Cannaiola, la parrocchia si trasformò. Centrò il suo lavoro sulla predicazione e sulla liturgia, senza trascurare la pietà popolare, promosse l'associazionismo, fece di Cannaiola il centro d'Italia per l'Associazione delle famiglie, vi impiantò la sua tipografia, ricostruì la chiesa parrocchiale.

 

 

7. CANNAIOLA. I TRE SANTISSIMI PERSONAGGI

Il Parroco Bonilli volle che nella sua chiesa troneggiasse il gruppo statuario di Gesù, Maria e Giuseppe, voluto in dimensioni superiori al normale perché fosse ben visibile e si incidesse nell'anima di ognuno. La Sacra Famiglia era il "modello tipicamente cristiano dell'essere e dell'agire pe i singoli, per le famiglie, per la Chiesa" (Agresti). Nel primo numero dell'"Apostolo" (agosto 1880), infatti, scriveva: "Ormai tutto è guasto! Tutto conviene riformare su quel divino modello della S. Famiglia".

 

 

8. LA MADONNA DELLA STELLA

Mentre Pietro Bonilli, nel seminario di Spoleto, completava i suoi studi di teologia, in una località vicino Cannaiola, ai piedi del colle di Montefalco, su un piccolo rialzo, dove sorgeva una piccola cappella dedicata a S. Bartolomeo, tra gli ultimi del 1861 e i primi del 1862, la Madonna aveva parlato più volte a un bambino di 5 anni, Federico (Righetto) Cionchi, chiedendo, sul posto, "una chiesa e tanta gente". Sorse così un magnifico santuario, inaugurato nel settembre 1881. Era  il luogo dove, già nel gennaio 1861, prima delle apparizioni, il Pieri aveva "visto" soffermarsi, come in un luogo benedetto, la Sacra Famiglia. Fu il luogo che Bonilli sognò come sede dei suoi "Missionari della Sacra Famiglia" e come centro di santificazione del clero.

 

9. SPOLETO

A Spoleto Don Pietro Bonilli tornò nel 1898, dopo gli oltre 34 anni di Cannaiola, quando si andava allargando sempre più l'Istituto Nazzareno e moltiplicandosi il numero delle Suore fondate dieci anni prima a Cannaiola. Tornò, dunque, a Spoleto, l'antico vicus umbro, poi etrusco, colonia romana dopo l'occupazione del 241 a.C., dal sec. VI dell'era volgare famoso Ducato longobardo, poi libero comune, città di prima grandezza nell'Umbria pontificia, di minor rilievo successivamente, dopo l'occupazione piemontese, sempre però tra i centri umbri di maggior importanza.

 

10. SPOLETO. IL DUOMO. LA SS.MA ICONE

A Spoleto, fu nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale, e in questa fu assiduo ogni giorno all'Ufficio Corale e al confessionale. Lì, non mancava mai l'appuntamento con la "SS.ma Icone", la prodigiosa immagine bizantina, donata da Federico Barbarossa a Spoleto nel 1185, anno della grande riconciliazione. Ne parlò in questo modo: "Il viso mostra il profilo greco, l'aria del volto è grave e pietosa insieme: le mani sono protese in atto di pregare il suo Figliolo, quasi lo vedesse dinanzi e drizzasse verso di lei le materne pupille. Vi è chi vuole ravvisare nell'atteggiamento della Icone con la Vergine dolente. Certo è che la vista ispira un misto di affetti ineffabili: di pietà, amore, tenerezza, rispetto, confidenza" (La S. Famiglia, 31 luglio 1885).

 

 

11. SPOLETO. CASA MADRE

La "Casa Madre" della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia fu il Palazzo Buoncristiani, in cui Don Pietro si trasferì nel 1900, dopo due anni nell'ex-casa delle Convertite. Cominciò con mezzo Palazzo e nel 1905 lo ottenne tutto. Qui fu il noviziato per le sue suore, qui la Cappella che divenne il Santuario della S. Famiglia a Spoleto. Qui fu il suo sepolcro. Qui, oggi, è possibile visitare il moderno museo a lui dedicato e la preziosa reliquia del suo cuore, sfuggito alla corruzione del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 
Home Celebrazioni Spunti di riflessione Pastorale familiare Pastorale vocazionale Eventi Offerte Link Crediti

G.B. fecit A.D. MMVII

 

based on a free template downloaded from www.MagicTemplate.com

Tutto il materiale presente nel sito, salvo diversa indicazione, è di libero utilizzo, citando il sito come fonte.