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IL BEATO PIETRO BONILLI

apostolo della Santa Famiglia e della carità

 

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Egli mi è apparso come un umile ma forte costruttore della Chiesa: col suo sacerdozio, con la sua carità, con la sua santità, col dono della sua vita... perciò invocatelo nella preghiera ma soprattutto imitatelo nella carità...

Egli è vivo tra noi con le sue opere e con il suo amore... continua ad amare e a soccorrere.

(Antonio Ambrosanio

+ Arcivescovo di Spoleto - Norcia,

da Roma, il 24 aprile 1988)

 

CHI E' PIETRO BONILLI

 

 

E' un figlio della mistica Umbria, la stessa terra di S. Francesco e di S. Benedetto.

Nasce il 15 marzo 1841, in San Lorenzo di Trevi, da modesti agricoltori umbri, che lo battezzano lo stesso giorno nella vicina chiesa di Castel San Giovanni.

Studia a Trevi, dove incontra don Ludovico Pieri, sacerdote pieno di zelo, che lo guida spiritualmente e l'aiuta a scoprire la sua vocazione al sacerdozio. Ed è dal suo direttore spirituale che Pietro Bonilli deriva la devozione all'ideale dei "Tre Santissimi Personaggi della Casa di Nazareth", imparando a farsene promotore.

Viene ordinato sacerdote il 19 dicembre 1863 e vive per tutta la vita il proposito e la preghiera della prima messa: "O sacerdote santo o la morte". Dalla fine di quello stesso anno 1863 e fino all'ottobre 1898 è parroco a Cannaiola di Trevi, dove si adopera con zelo ardente e instancabile per far rifiorire la vita cristiana tra gente apatica e disorientata.

La Sacra Famiglia di Nazareth ispira tutta la sua vita di sacerdote e tutte le sue opere. Con la parola e con la stampa ne diffonde incessantemente la devozione in Umbria, in Italia e all'estero, proponendola come modello e soccorso alla famiglia cristiana. Non esistendo un culto liturgico né una devozione pubblica in onore della Sacra Famiglia, si adopera in ogni modo fino a che, il 14 giugno 1893, papa Leone XIII, conosciuto e apprezzato l'impegno incessante di don Bonilli e intuìto il gran ben che avrebbe potuto fare nella chiesa l'apostolato della Famiglia nazzarena, approva pubblicamente il culto della Sacra Famiglia e autorizza la celebrazione dell'ufficio e della santa Messa.

img2.gifNel nome della Sacra Famiglia, don Pietro Bonilli promuove numerose associazioni: nel 1872, insieme ad altri sacerdoti, sollecitato dal Pieri, dà vita alla "Società dei Missionari della Sacra Famiglia"; nel 1876 fonda a Cannaiola l'"Associazione delle famiglie consacrate alla Sacra Famiglia". Sempre a Cannaiola, nel 1887 apre l'Istituto Nazzareno per fanciulle orfane e nel 1888 fonda la Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia, con il fine speciale di esercitare la carità nelle opere educative, assistenziali, sociali, sanitarie, missionarie, con particolare attenzione ai problemi della famiglia. Lo zelo nel diffondere la devozione alla Sacra Famiglia e il geniale intuito del Bonilli nel comprendere la grande importanza dell'uso della stampa, lo porta a essere un pioniere della carta stampata. Pubblica numerosi periodici cattolici e il povero paese di Cannaiola, dove ancora imperversa l'analfabetismo, vede impiantata una delle prime tipografie dell'Umbria nei locali della canonica.

Sul piano sociale, don Pietro Bonilli si interessa intensamente ai problemi derivanti dall'analfabetismo e a quelli del lavoro operaio e contadino: le sue pagine, ancora oggi, possono degnamente e a pieno titolo essere inserite nell'attuale dottrina sociale della Chiesa.

Dopo lunga e laboriosa giornata, muore a Spoleto, dove si era trasferito da Cannaiola per poter attendere meglio alla crescita della sua congregazione religiosa, il 5 gennaio 1935, invocando i nomi dolcissimi di Gesù, Maria e Giuseppe.

Il Beato Pietro Bonilli fu:

- un uomo di fede eroica vissuta e testimoniata di fronte a innumerevoli difficoltà;

- un apostolo della carità, che ha aperto il suo cuore e la sua casa agli orfani, agli handicappati, agli emarginati, agli ultimi;

- un profeta di speranza che ha portato un soffio di vita nuova in una società sonnolenta e avvilita;

- un restauratore della famiglia attraverso la devozione alla Famiglia di Nazareth;

- un pioniere delle opere sociali per una autentica promozione umana delle categorie più disagiate e in particolare per il risanamento della famiglia.

Il Beato Pietro Bonilli è per noi un faro, una guida, una voce che continua a ripeterci: "la vita non è bella se non è spesa nella carità".

Il Santo Padre, Giovanni Paolo II, lo ha beatificato il 24 aprile 1988.

 

 

 
La Congregazione
delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto
 

È il frutto del Bonilli che ancora oggi porta il suo messaggio di carità e di dedizione agli ultimi fra le genti di tutto il mondo.

La congregazione, come la Famiglia di Nazareth, ha i suoi natali in un piccolo e umile paese, Cannaiola di Trevi, il 13 maggio 1888, quando don Pietro ne era il parroco.

Egli, vedendo la crisi economica e morale in cui vivevano le famiglie e la grave situazione dei bambini poveri, spesso soli e abbandonati, trova il rimedio nella Sacra Famiglia di Nazareth. Per don Pietro Bonilli, Sacra Famiglia dice: "civiltà, progresso, fratellanza universale, pace ...".

La congregazione ha lo scopo di annunciare a tutti, "fino ai confini del mondo", il mistero di Nazareth, perché tutti lo amino e lo imitino, oltre a quello di prendersi cura dei più poveri: orfani, ammalati, handicappati, emarginati dalla famiglia.

Fedele al carisma del fondatore, negli oltre cento anni di vita, ha percorso un cammino instancabile e coraggioso, rispondendo alle attese della Chiesa, in molti continenti: oltre che in Italia, infatti, le suore della Sacra Famiglia sono presenti in Cile, Guatemala, Costa d'Avorio, Salvador, Brasile, India e Romania.

Attualmente ha tre noviziati ed è protesa verso nuovi orizzonti, per portare ovunque il messaggio d'amore della Famiglia di Nazareth.

"Sempre ed ovunque ci guiderà un sol pensiero: la S. Famiglia e la famiglia: a questo consacreremo e sostanze e forze e vita".

Con questo mandato del Beato Pietro, le sue suore vogliono essere famiglia, dare famiglia, costruire famiglia.

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A.D. MMVII

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