|
E'
un figlio della mistica Umbria, la stessa terra di S. Francesco e di S.
Benedetto.
Nasce
il 15 marzo 1841, in San Lorenzo di Trevi, da modesti agricoltori umbri,
che lo battezzano lo stesso giorno nella vicina chiesa di Castel San Giovanni.
Studia
a
Trevi, dove incontra don Ludovico
Pieri, sacerdote pieno di zelo, che lo guida spiritualmente e l'aiuta a
scoprire la sua vocazione al sacerdozio. Ed è dal suo direttore
spirituale che Pietro Bonilli deriva la devozione all'ideale dei "Tre Santissimi
Personaggi della Casa di Nazareth", imparando a farsene promotore.
Viene
ordinato sacerdote il 19 dicembre 1863 e vive per tutta la vita il proposito
e la preghiera della prima messa: "O sacerdote santo o la morte".
Dalla
fine di quello stesso anno 1863 e fino all'ottobre
1898 è parroco a Cannaiola di Trevi, dove si adopera con zelo
ardente e instancabile per far rifiorire la vita cristiana tra gente apatica
e disorientata.
La
Sacra Famiglia di Nazareth ispira tutta la sua vita di sacerdote e tutte
le sue opere. Con la parola e con la stampa ne diffonde incessantemente
la devozione in Umbria, in Italia e all'estero, proponendola come modello
e soccorso alla famiglia cristiana. Non esistendo un culto liturgico né
una devozione pubblica in onore della Sacra Famiglia, si adopera in ogni
modo fino a che, il 14 giugno 1893, papa Leone XIII, conosciuto e apprezzato
l'impegno incessante di don Bonilli e intuìto il gran ben che avrebbe
potuto fare nella chiesa l'apostolato della Famiglia nazzarena, approva
pubblicamente il culto della Sacra Famiglia e autorizza la celebrazione
dell'ufficio e della santa Messa.
Nel
nome della Sacra Famiglia, don Pietro Bonilli promuove numerose associazioni:
nel 1872, insieme ad altri sacerdoti, sollecitato dal Pieri, dà
vita alla "Società dei Missionari della Sacra Famiglia"; nel 1876
fonda a Cannaiola l'"Associazione delle famiglie consacrate alla Sacra
Famiglia".
Sempre
a Cannaiola, nel 1887 apre l'Istituto Nazzareno per fanciulle orfane e
nel 1888 fonda la Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia, con il
fine speciale di esercitare la carità nelle opere educative, assistenziali,
sociali, sanitarie, missionarie, con particolare attenzione ai problemi
della famiglia.
Lo
zelo nel diffondere la devozione alla Sacra Famiglia e il geniale intuito
del Bonilli nel comprendere la grande importanza dell'uso della stampa,
lo porta a essere un pioniere della carta stampata. Pubblica numerosi periodici
cattolici e il povero paese di Cannaiola, dove ancora imperversa l'analfabetismo,
vede impiantata una delle prime tipografie dell'Umbria nei locali della
canonica.
Sul
piano sociale, don Pietro Bonilli si interessa intensamente ai problemi
derivanti dall'analfabetismo e a quelli del lavoro operaio e contadino:
le sue pagine, ancora oggi, possono degnamente e a pieno titolo essere
inserite nell'attuale dottrina sociale della Chiesa.
Dopo
lunga e laboriosa giornata, muore a Spoleto,
dove si era trasferito da Cannaiola per poter attendere meglio alla crescita
della sua congregazione religiosa, il 5 gennaio 1935, invocando i nomi
dolcissimi di Gesù, Maria e Giuseppe.
Il
Beato Pietro Bonilli fu:
-
un uomo di fede eroica vissuta e testimoniata di fronte a innumerevoli
difficoltà;
-
un apostolo della carità, che ha aperto il suo cuore e la sua casa
agli orfani, agli handicappati, agli emarginati, agli ultimi;
-
un profeta di speranza che ha portato un soffio di vita nuova in una società
sonnolenta e avvilita;
-
un restauratore della famiglia attraverso la devozione alla Famiglia di
Nazareth;
-
un pioniere delle opere sociali per una autentica promozione umana delle
categorie più disagiate e in particolare per il risanamento della
famiglia.
Il
Beato Pietro Bonilli è per noi un faro, una guida, una voce che
continua a ripeterci: "la vita non è bella se non è spesa
nella carità".
Il
Santo Padre, Giovanni Paolo II, lo ha beatificato il 24
aprile 1988.
|